Roberta è piena di energia e voglia di fare soprattutto per gli altri. Già da ragazza, durante gli anni di università, ha collaborato come volontaria di un’associazione che portava giochi e sorrisi nei reparti pediatrici. Quell’esperienza l’ha segnata profondamente e le ha fatto crescere il desiderio di continuare a donare tempo e impegno per il futuro dei bambini.

E’ con questo spirito che si avvicina a Fondazione Telethon, rispondendo ad un’inserzione letta su un giornale: “mi sono proposta d’istinto come volontaria e colpito la fiducia che ho ricevuto fin da subito. Secondo me la solidarietà non ha bisogno di un “grazie”: è un atto naturale che ti restituisce molto di più di quello che dai”.

Nel tempo il contributo di Roberta è cresciuto, fino a diventare coordinatrice della provincia di Forlì – Cesena.

Accanto a lei c’è sempre stato il marito Giovanni, insieme coinvolgono una rete di persone per portare speranza ad ogni bambino che affronta una malattia genetica rara.

Il valore della comunità

“Nella mia provincia – spiega Roberta – c’è una solidarietà popolare fortissima: associazioni, volontari, alpini, tutti pronti a dare una mano. E’ la dimostrazione che quando si semina fiducia, si raccoglie tanto”. Attraverso questa esperienza, Roberta ha conosciuto tante famiglie, e in ognuna ha visto la forza della natura, la determinazione e la speranza di una nuova cura.



“E’ difficile parlare senza emozionarsi – dice – mi sono sempre chiesta “che mondo vogliamo lasciare ai bambini? Che cosa facciamo per il loro futuro?”.

Roberta, coordinatrice provinciale di Forlì – Cesena

Non ho avuto figli e forse proprio per questo mi sento un po’ mamma di tutti e per me il senso del progresso trova in Fondazione Telethon un valore immenso, quello della ricerca scientifica”.

Storie dei volontari